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Pablo Picasso

  • 1 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 18 apr


Pablo Picasso nel suo studio


Biografia e formazione


Pablo Ruiz Picasso nacque a Malaga il 25 ottobre 1881 e morì a Mougins l’8 aprile 1973. È universalmente riconosciuto come una delle figure centrali dell’arte del XX secolo.

Figlio di María Picasso e José Ruiz Blasco, insegnante di disegno e curatore del Museo di Malaga, manifestò un talento precoce che fu subito incoraggiato in ambito familiare.

Nel 1891 la famiglia si trasferì a La Coruña. Dal 1895 visse tra Madrid e Barcellona, entrando nel vivace ambiente culturale catalano. Frequentò il celebre circolo artistico Els Quatre Gats, luogo d’incontro dell’avanguardia spagnola.

Nel 1900 adottò il cognome materno, Picasso, iniziando nello stesso periodo i suoi primi soggiorni a Parigi, dove conobbe personalità decisive come Max Jacob e il mercante Ambroise Vollard.


Il periodo blu, il periodo rosa e Parigi


La prima fase pittorica di Picasso fu segnata da condizioni di vita difficili e da una forte attenzione ai temi della marginalità sociale. Opere dedicate a mendicanti, ciechi e figure emarginate caratterizzano il cosiddetto periodo blu, dominato da tonalità fredde e da un’intensa componente emotiva.

Nel 1904 si trasferì stabilmente a Parigi, prendendo studio al Bateau-Lavoir, luogo simbolo delle avanguardie europee.

Lo studio del mondo circense – arlecchini, saltimbanchi, acrobati – introdusse una nuova atmosfera poetica e una tavolozza più calda, dando vita al periodo rosa.

In questi anni conobbe importanti collezionisti e sostenitori, tra cui Gertrude e Leo Stein, Sergej Ščukin, Guillaume Apollinaire e André Salmon.


Cubismo e rivoluzione del linguaggio moderno


Dalla riflessione sull’opera di Paul Cézanne, dall’interesse per l’arte iberica arcaica e dalle suggestioni delle collezioni etnografiche del Trocadéro nacque nel 1907 Les Demoiselles d’Avignon, opera decisiva nella nascita dell’arte del Novecento.

Negli anni successivi, la collaborazione con Georges Braque portò alla definizione del Cubismo, prima nella fase analitica e poi in quella sintetica.

Attraverso frammentazione, ricomposizione e molteplicità dei punti di vista, Picasso trasformò radicalmente il concetto stesso di rappresentazione.


Dalla classicità a Guernica


Durante la Prima Guerra Mondiale Picasso rimase a Parigi. Nel 1916 conobbe Jean Cocteau, con il quale collaborò per il balletto Parade, con musiche di Erik Satie.

Negli stessi anni sviluppò una fase neoclassica, influenzata anche dai viaggi in Italia e dallo studio dei maestri rinascimentali.

Nel 1937, in piena Guerra Civile Spagnola, realizzò Guernica, dipinto simbolo universale contro la guerra e la violenza, commissionato per il padiglione spagnolo dell’Esposizione Universale di Parigi.

Nel 1939 il Museum of Modern Art di New York gli dedicò la grande mostra Picasso: Forty Years of his Art, consacrandone definitivamente il ruolo internazionale.


Grafica, ceramica e opere tarde


Nel dopoguerra Picasso ampliò ulteriormente la propria ricerca, dedicandosi intensamente alla litografia presso l’atelier Mourlot e alla ceramica a Vallauris dal 1947.

Collaborò inoltre con Arnéra, sperimentando l’incisione su linoleum e realizzando celebri manifesti.

Nel 1953 importanti retrospettive furono organizzate a Roma e Milano; in quest’ultima occasione Guernica venne esposto a Palazzo Reale.

Nel 1968 presentò alla Galerie Louise Leiris di Parigi la celebre Suite 347, straordinario ciclo incisorio che riassume temi, tecniche e invenzioni dell’ultima stagione creativa.


Eredità artistica


Picasso morì nel 1973 a Mougins, lasciando una delle eredità più vaste e influenti della storia dell’arte.

Pittura, disegno, scultura, ceramica, incisione e grafica testimoniano una capacità di reinventare continuamente il linguaggio visivo, rendendolo una figura imprescindibile dell’arte moderna.


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