Lucio Del Pezzo
- 28 set 2025
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Aggiornamento: 19 apr

Biografia e formazione
Nato a Napoli nel 1933, Del Pezzo iniziò la sua carriera artistica all'interno della tendenza neosurrealista e neodadaista promossa dal Gruppo 58 di Napoli, un movimento innovativo che cercava di rompere con le tradizioni artistiche precedenti e di esplorare nuove forme di espressione. Del Pezzo fu tra i fondatori di questo gruppo, contribuendo attivamente alla sua missione di rinnovamento culturale. Le sue opere del periodo 1958-1960 consistevano in assemblaggi di vari oggetti, inclusi frammenti di stampe e immagini popolari come gli ex voto, arricchiti da segni e tracce cromatiche che riflettevano una vivace interazione tra il quotidiano e l’arte. Questo approccio non solo metteva in discussione il valore tradizionale dell'arte, ma cercava anche di coinvolgere lo spettatore in un dialogo visivo ricco di significato.
Influenze artistiche e linguaggio pittorico
Dal 1960, il suo percorso artistico lo portò a trasferirsi prima a Parigi e successivamente a Milano, due città che avrebbero avuto un impatto significativo sulla sua produzione artistica. A Milano, il suo lavoro ricevette riconoscimenti e attenzione, culminando in mostre monografiche dedicate, la prima delle quali si tenne nel 1974, segnando un momento cruciale nella sua carriera. A partire dal 1962, Del Pezzo sviluppò un repertorio distintivo di "quadri" o "sculture", caratterizzati da pannelli geometrici monocromi sui quali erano applicate mensole o scavate concavità. Questi elementi strutturali sostenevano o includevano corpi geometrici regolari, come bocce, birilli, uova di legno, busti di manichini e bersagli, talvolta vivacemente colorati, creando un contrasto visivo che invitava alla riflessione.
Sebbene l'artista avesse spesso fatto riferimento al pensiero mitico e a discipline esoteriche nelle sue opere, l'effetto complessivo dei suoi assemblaggi risulta piuttosto ludico e giocoso. Per il tono ironico e l'inclusione di oggetti d'uso comune decontestualizzati, le sue opere richiamano la Pop Art, ma sul piano delle matrici formali vi è un evidente richiamo a De Chirico, a Morandi e alle silenti geometrie della pittura metafisica, che conferiscono alle sue creazioni una profondità concettuale e un legame con la tradizione artistica europea.
Anni 2000 e retrospettive
Nel 2000, Del Pezzo realizzò quattro grandi rilievi ceramici e una scultura in bronzo per due stazioni della nuova metropolitana di Napoli, un progetto che non solo arricchì l'ambiente urbano ma rappresentò anche un omaggio alla sua città natale. Lo stesso anno, l'Istituto Mathildenhöhe a Darmstadt presentò la prima grande retrospettiva della sua opera in Germania, offrendo al pubblico l'opportunità di esplorare l'evoluzione del suo linguaggio artistico e la sua influenza nel panorama contemporaneo. Questa retrospettiva non solo evidenziò la sua versatilità e creatività, ma consolidò anche il suo status di figura di spicco nell'arte moderna.
Si spense a Milano il 12 aprile 2020, lasciando un'eredità artistica che continua a ispirare e a stimolare il dibattito sulla natura dell'arte e sulla sua capacità di interagire con la realtà quotidiana.




