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Marco Neri

  • 12 apr
  • Tempo di lettura: 8 min

Aggiornamento: 18 apr

Marco Neri in studio

Marco Neri è tra i pittori italiani contemporanei che hanno sviluppato una ricerca coerente e riconoscibile nel panorama artistico attuale. Il suo lavoro si concentra su strutture visive essenziali, tra architettura, paesaggio e astrazione.


Origini e formazione


Marco Neri nasce nel 1968 a Forlì, una città che segnerà profondamente il suo percorso artistico. Si diploma presso l'Istituto d'Arte di Forlì e prosegue la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si laurea nel 1992. Fin dagli esordi, l'atteggiamento dell'artista è marcatamente improntato al recupero della pittura, affermando una scelta consapevole e radicale verso il medium tradizionale della tela. Nel 1987 debutta ufficialmente tra i giovani artisti italiani con la partecipazione a "Indagine '87" a Palazzo Re Enzo di Bologna, un evento che segna il riconoscimento della scena artistica nazionale nei suoi confronti. L'anno successivo, nel 1988, si afferma ulteriormente vincendo il "Premio F. P. Michetti" di Francavilla al Mare.


Dalla ricerca iniziale al consolidamento internazionale


Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, Marco Neri partecipa a numerose esposizioni tanto in Italia quanto all'estero, testimonianza della crescente considerazione verso il suo lavoro. Nel 1990 espone "Intercity Uno" alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, seguono "Cambio di guardia" allo Studio d'Arte Cannaviello di Milano (1995), "Martiri e Santi" alla Galleria L'Attico di Roma (1996), "Pittura" al Castello di Rivara di Torino (1996), e "Progetto Museo d'Arte Italiana" al medesimo castello (1997). La sua ricerca artistica fonda le radici nella tradizione della pittura italiana, un'eredità che l'artista reinterpreta con un carattere marcatamente concettuale, senza attardarsi in nostalgie citazionistiche. I suoi autori di riferimento sono Sironi, Morandi e Guidi, maestri che lo guidano verso una ricerca rigorosa e introspettiva.


Nel 1999-2000, il suo lavoro conquista i musei europei con l'esposizione collettiva "Figuration" al Rupertinum Museum di Salisburgo e al Museion di Bolzano. Nel 2000 partecipa a "Futurama" al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e al "Premio Michetti-Differenti prospettive in Pittura" al Museo Michetti di Francavilla. È proprio in questo anno che prende parte al I Premio Cairo, un riconoscimento significativo che testimonia il consolidamento della sua posizione nel panorama artistico italiano.


Un momento decisivo: La Biennale di Venezia 2001


Un evento fondamentale nel percorso di Marco Neri avviene nel 2001, quando su invito del leggendario curatore Harald Szeemann, partecipa alla 49ª Edizione della Biennale di Venezia con il progetto "Platea dell'Umanità". Questa esperienza rappresenta un punto di svolta cruciale nella sua carriera artistica.


L'artista racconta come il lavoro con Szeemann sia stata un'esperienza straordinaria che lo ha fatto crescere moltissimo. In particolare, gli affidò la responsabilità di aprire la sua mostra internazionale—un incarico che ha ritenuto "la cosa più difficile e importante che abbia mai affrontato artisticamente". Il progetto, composto da ben 192 bandiere dipinte, ha richiesto un complesso lavoro di montaggio e allestimento. Memorabile è il momento in cui Szeemann chiese a Neri di illuminare la facciata anche di notte, decidendo insieme in una riunione notturna presso i Giardini di Castello le posizioni esatte dei fari. Quelle stesse luci rimangono ancora oggi posizionate come allora, testimonianza della cura meticolosa e della fiducia che il curatore svizzero ripone nell'artista italiano. Nel 2001 tiene una personale, insieme ad A. Salvino, allo Spazio Aperto della Galleria d'Arte Moderna di Bologna.


A partire dal 2001, Neri unisce all'attività artistica quella di docente di Pittura, insegnando prima all'Accademia di Belle Arti di Ravenna, successivamente a Foggia e, dal 2019, all'Accademia di Belle Arti di Lecce, dove risiede. L'insegnamento rappresenta un aspetto importante della sua ricerca, permettendogli di trasmettere la propria visione della pittura alle nuove generazioni.


Homelife: l'esperienza newyorchese e il progetto itinerante


Nel 2008, durante un soggiorno a New York, Neri realizza un progetto significativo intitolato "Homelife", presentato nella mostra alla Galleria Fabjbasaglia di Rimini. La precarietà dello studio improvvisato, le esigenze di trasporto e i tempi compressi richiedono all'artista una strategia di adattamento all'inedita situazione di lavoro, conducendo alla realizzazione di opere di piccole dimensioni—"da viaggio"—realizzate in acrilico, un medium più flessibile e pratico rispetto alle tempere che di solito utilizza.


Il progetto ha un duplice intento: da un lato, Neri crea una sorta di Boîte-en-valise site specific, presentando i risultati del lavoro newyorchese ai visitatori della galleria; dall'altro, intende mettere alla prova la propria ricerca e il proprio immaginario, testando le reazioni al cospetto di nuovi stimoli e suggestioni. I risultati confermano la duttilità di una ricerca dai risvolti universali che non cede nulla del proprio DNA dai connotati spiccatamente identitari: le visioni nate a New York rimangono familiari alle sue radici, gli orizzonti e le geometrie rimangono tipici dell'Alto Adriatico, dove l'architettura tardo razionalista sposa la tradizione rurale.


I lavori di Marco Neri, indifferentemente dal medium utilizzato, sono costituiti da linee e volumi geometrici immediatamente riconoscibili—unità elementari primarie e monolitiche che determinano elementi ricorrenti, organizzati in strutture visive che ritornano periodicamente all'interno dei vari cicli pittorici dell'artista. La sua evoluzione progressiva attraverso scostamenti orizzontali è il fine stesso di un fare pittura inteso come analisi introspettiva e ricerca della verità. L'artista orchestra e organizza il suo sguardo attraverso temi ricorrenti quali l'architettura, il paesaggio e il ritratto.


L'immaginario di Neri si dipana all'insegna di un eterno déjà vu: visioni riconoscibili e insieme stranianti, come emerse da uno stato di veglia ed elevate a un livello di coscienza superiore. La serie "Windows" diviene un inesauribile esercizio di astrazione geometrica che sembra declinare Rothko in forma anemica; le montagne russe di Mirabilandia ritrovano il loro antesignano nel celebre Cyclone in legno di Coney Island; i "Pluriboll" sono quasi una distaccata analisi in negativo di normali scene quotidiane, nascoste enigmaticamente in una fitta griglia puntinata che rinvia alla fredda matematica dell'immagine digitale.


La sua ricerca dialoga profondamente con Osvaldo Licini, uno dei più importanti pittori del Novecento e grande fonte di ispirazione per Neri. Tra i molti punti di contatto vi sono la concezione della pittura come spazio-tempo, il paesaggio con linee che abbandonano l'orizzonte per stagliarsi liberamente sul cielo, non attraverso elementi naturali tradizionali ma con linee liberissime e immaginarie. Tra le "Amalassunte" di Licini e le "Mirabilandia" di Neri, per esempio, esiste uno slancio che le accomuna pur nelle evidenti differenze. Come Licini, Neri procede per serie, per slanci e accensioni, dal paesaggio al ritratto, dalla libertà della linea al rigore innamorato per la geometria e l'equilibrio. La radicalità di Licini—che arrivò a bruciare interi blocchi di quadri quando sentiva di aver raggiunto i limiti del suo linguaggio—ha autorizzato Neri a fare scelte altrettanto severe con la propria opera.


L'affermazione e le grandi mostre personali


Negli anni successivi alla Biennale, Neri matura una prolifica attività espositiva. Realizza esposizioni personali in spazi prestigiosi sia pubblici che privati: "Rinverdire il classico" e "Sostenere lo sguardo" alla Galleria Fabjbasaglia di Rimini (1996 e 1998); "Skyline" alla Galleria Haus-Schneider di Karlsruhe (1998); "Windows 99" alla Galleria dell'Immagine dei Musei Comunali di Rimini e alla Galleria Hübner di Francoforte (1999); "Come into my room" alla Galleria Hilger/Artlab di Vienna (2000); "Io spazio" alla Galleria Alberto Peola di Torino (2002); "Malerei" al Diözesan Museum di Monaco di Baviera (2002); "Mirabilandia + Biblioteca persiana" al Museo dell'Arredo Contemporaneo di Russi (2003); "Nessun Dogma" alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena (2004); "Mars Black" alla Lucas Schoormans Gallery di New York (2006); "Omissis" al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (2006); esposizioni presso la Galerie Haus Schneider Uschi Kolb di Karlsruhe (2007) e presso Corsoveneziaotto a Milano (2007); "Homelife" alla Galleria Fabjbasaglia di Rimini (2008), progetto concepito durante un soggiorno newyorchese; esposizioni presso la Galerie Binz & Kraemer di Colonia (2008); "Underworld" alla Galleria Alfonso Artiaco di Napoli (2010); "Giardini" alla Galleria Pack di Milano (2011); "Passante incrociato" al Centro Arti Visive della Fondazione Pescheria di Pesaro (2012); "Marcobaleno" alla Galleria Alfonso Artiaco di Napoli (2014); "I giardini di marco" al MuseoLaboratorio di Città Sant'Angelo (2015); "#studiolacittà" (con Luca Pancrazzi) allo Studio la Città di Verona (2016); "Materia grigia" (con Leonardo Pivi) da Imperfettolab/art a Longiano (2019); "Di scooter de pictura" alla A+B Gallery di Brescia (2021); e "About Her: Quarant'anni di Lei, la pittura" alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare (2024).


Il Premio Osvaldo Licini 2021


Nel 2021, Marco Neri riceve il massimo riconoscimento con la vittoria del Premio Osvaldo Licini by Fainplast, prima edizione di questo prestigioso premio. La selezione è avvenuta mediante la segnalazione di 34 esperti del mondo dell'arte, che lo hanno individuato come l'artista con il maggior numero di menzioni. I criteri di valutazione richiedevano che l'artista fosse nato in Italia o vi risiedesse, avesse meno di 64 anni, si occupasse principalmente di pittura e avesse partecipato ad almeno due mostre di levatura internazionale, requisiti che Marco Neri soddisfa pienamente e brillantemente.


Per questa occasione, Neri crea una nuova serie di 12 opere inedite intitolata "Corso Magenta", che si ricollegano simbolicamente a dodici padiglioni nazionali della Biennale di Venezia ritratti con il colore magenta. L'idea nasce da un sopralluogo presso il museo il primo agosto 2021, quando osservando lo spazio espositivo—una lunga balconata al piano superiore—immagina di trasformarlo in un corso, una via su cui affacciarsi una serie di architetture. Il titolo stesso, giocato tra il ricordo di Harald Szeemann e la camicia magenta che questi indossava durante gli allestimenti, che lo rendeva immediatamente rintracciabile tra il verde dei Giardini della Biennale come colore complementare, unisce la memoria personale con la ricerca visiva e concettuale.


About Her (2024)


Nel maggio 2024, Marco Neri presenta una retrospettiva presso la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare intitolata "About Her", curata da Giuseppe Teofilo. La mostra ripercorre quarant'anni di ricerca visiva, dalla metà degli anni Ottanta ai giorni nostri, e celebra il lungo e fecondo rapporto dell'artista con il medium pittorico.


L'esposizione inizia dall'esterno del museo con un grande wallpainting site-specific e si sviluppa attraverso sale tematiche: "L'invenzione della ruota" (riferita alla celebre ruota panoramica di Mirabilandia che Neri dipinge dal 2002), "BA(H)R", "Icon(e)", "Square", fino a concludersi con una selezione di carte, studi e icone nell'ambiente finale "Notte della ragione" (2024). Il percorso si completa con un intervento presso l'Exchiesetta, la piccola cappella di Santo Stefano nel centro storico di Polignano a Mare.


Il curatore Giuseppe Teofilo scrive nell'introduzione al catalogo (Electa) che Marco Neri traccia un confine sottilissimo tra figurazione e astrazione, e che "davanti alle opere dell'artista, il fruitore viene trascinato in un 'sistema di partecipazione obbligata' in grado di innescare nella percezione la costruzione del paesaggio. Marco Neri è tra i più importanti pittori operanti oggi in Italia."


La critica Roberto Lacarbonara sottolinea come "l'indagine di Marco Neri pone da sempre al centro dell'opera lo sguardo. In esso si consuma la relazione che incorpora il mondo nella pittura, la transustanziazione della realtà in immagine. Al motivo del paesaggio, in particolare, è affidata la funzione-soglia, lo statuto di prossimità tra uomo e ambiente, la condizione di ogni abitare pittorico." Il paesaggio diviene così non il fine ultimo ma l'espediente attraverso cui l'artista esplora il linguaggio della pittura stessa: come dire il paesaggio? Come guardare e percepire?


Una ricerca in continuo divenire


Marco Neri attualmente vive e lavora a Lecce. L'artista continua una ricerca pittorica instancabile e appassionata, fedele ai principi fondamentali che l'hanno sempre guidato: il recupero della pittura come medium contemporaneo, il dialogo con la tradizione italiana, la ricerca della verità attraverso forme geometriche essenziali e la costruzione di universi visivi coerenti ma in costante evoluzione.


Il percorso di Marco Neri rappresenta una delle voci più rigorose e coerenti della pittura italiana contemporanea, un artista che ha saputo mantenersi fedele a una ricerca personale profonda pur dialogando con i grandi maestri che l'hanno preceduto e con le istituzioni più prestigiose della scena artistica internazionale.


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