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Giuseppe Uncini

  • Immagine del redattore: Stefanini Arte
    Stefanini Arte
  • 7 gen 2025
  • Tempo di lettura: 2 min
Giuseppe Uncini

La formazione e l'arrivo a Roma


Nato a Fabriano nel 1929, Giuseppe Uncini inizia la sua carriera come disegnatore-litografo, maturando una manualità tecnica nelle arti incisorie che segnerà l'intero suo percorso. Nel 1953 si trasferisce a Roma su invito dello scultore Edgardo Mannucci. Nella Capitale entra in contatto con un ambiente culturale fervido, frequentando personalità del calibro di Burri, Capogrossi, Afro, Colla, Turcato e De Kooning.


Dal superamento dell'Informale ai "Cementarmati"


Dopo una prima fase legata alla pittura informale, Uncini se ne distacca precocemente per ricercare un'autonomia espressiva basata sulla materia costruttiva. Sostituisce tela e colori con sabbia, cemento, cenere e ferro.

Nel 1958 realizza il suo primo Cementarmato, opera seminale che segna l'abbandono della superficie pittorica a favore di oggetti "autorappresentanti".

In questo periodo espone con i protagonisti della nuova avanguardia (Schifano, Angeli, Manzoni, Lo Savio) e nel 1961 tiene una fondamentale personale alla Galleria L’Attico di Roma.


Il Gruppo 1 e la ricerca spaziale


Nel 1962 fonda il Gruppo 1 insieme a Biggi, Carrino, Frascà e Santoro, impegnandosi nel superamento dell'Informale attraverso il rigore costruttivo. La sua ricerca evolve costantemente:


  • Ferrocementi (1964): dove esplora la contrapposizione tra linea e superficie.

  • Strutturespazio: presentate alla XXXIII Biennale di Venezia (1966), opere metalliche che dialogano con la tridimensionalità.

  • Serie dei Mattoni: strutture come archi e colonne (Piccolo muro, Arco) che indagano il rapporto tra volume architettonico e ombra.


L'indagine sull'Ombra e le Dimore


Dagli anni Settanta, il processo costruttivo di Uncini si sposta dall'oggetto alla sua realtà rovesciata. Con la serie delle Ombre (iniziata nel 1972) e successivamente con le Dimore degli anni Ottanta, l'artista sfida la percezione dello spazio. Negli anni Novanta torna alle origini con gli Spazicemento, ripristinando l'uso del cemento armato e mettendo nuovamente in discussione la tridimensionalità.


Riconoscimenti e Mostre internazionali


Oltre alle numerose personali a New York, Milano (Studio Marconi) e Roma, la sua carriera è stata scandita da prestigiosi traguardi istituzionali:


  • 1988: Premio Antonio Feltrinelli per la Scultura (Accademia Nazionale dei Lincei).

  • 1988: VI Henry Moore Grand Prize Exhibition (Giappone).

  • 1995: Premio alla carriera conferito dal Presidente della Repubblica Italiana.


Giuseppe Uncini scompare a Trevi (Perugia) nel marzo del 2008, lasciando un'eredità fondamentale per la scultura contemporanea internazionale.

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